GEOTERMIA

Geotermia

Con il termine “geotermia” s'intende quella tecnologia capace di “trasferire” e “concentrare” il calore a basso livello di temperatura presente nel sottosuolo, che, in funzione delle caratteristiche peculiari del luogo geografico e del sistema utilizzato per estrarre il calore può rappresentare la fonte di calore più stabile in temperatura, inesauribile perchè rinnovabile quindi propriamente “energia geotermica”, oppure si comporta come “serbatoio termico” e si parla di “Geoscambio”.

Nel primo caso tutto funziona con rendimenti pressochè costanti per molto tempo. Nel secondo caso questo concetto per cui il terreno può non riuscire a reintegrare il calore ne dagli strati profondi, ne da quelli superficiali, rappresenta un'evenienza negativa da tenere bene in considerazione quando si intende utilizzare i sistemi “di profondità”, in quanto si rischia in pochi anni di “raffreddare” il terreno circostante la sonda senza possibilità di ripristino, quindi onestamente e coerentemente consigliamo di valutare bene ed eventualmente prevedere un sistema di reintegro, a questo proposito abbiamo presentato una domanda di brevetto per una pompa di calore “risolutiva” (vedi descrizione più avanti). Avere la consapevolezza di questo è importante perchè la conduzione e l'aspettativa di resa dell'impianto sono fortemente influenzate dalle condizioni geologiche del sottosuolo, ed anche per questo parliamo di fornire impianti “PERSONALIZZATI”.

Per quanto detto, ed in virtù dei concetti espressi, di seguito descriveremo “velocemente” la “Geotermia a bassa entalpia”, relativa allo sfruttamento del sottosuolo dal quale estrarre calore durante la stagione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva, (tralasciando quella classica, relativa allo sfruttamento di anomalie geologiche o vulcanologiche)
Per tale scopo si rende necessario usare delle macchine termiche denominate “pompe di calore” che rappresentano “il mezzo” per trasferire il calore presente (vedi su questo sito la descrizione relativa), ribadiamo comunque che la tecnologia delle “pompe di calore in genere” risulta essere una validissima alternativa all'uso delle “caldaie” ad uso civile.
Tenete a mente il concetto che l'energia elettrica consumata dalla macchina risulta inversamente proporzionale alla temperatura del fluido in arrivo dalla “sorgente” (cioè più alta risulta essere la temperatura del fluido in arrivo, più basso risulta il fabbisogno elettrico a parità di energia trasferita).
Entriamo ora nello specifico per quanto riguarda l'impianto geotermico, e diciamo subito che le odierne tecnologie di estrazione del calore sono:

  • Le sonde geotermiche a circuito aperto vengono adoperate in terreni in cui sono presenti acque sotterranee e consistono in tubazioni interrate (pozzi) da cui viene estratta l'acqua di falda, poi successivamente avviata alla pompa di calore, e quindi restituita alla sorgente in un pozzo separato dal precedente, o in altri modi, il loro rendimento è alto visto che le temperatura di entrata alla PdC del fluido risulta sempre sui +8; +11 °C, con uscita a +4; +7 °C Le sonde geotermiche a circuito aperto, aumentano il rischio di contaminazione delle falde acquifere, il che ne limita fortemente l'impiego e la diffusione. L'acqua di risulta può essere reimmessa anche in fognatura o corsi d'acqua con il coinvolgimento di altre competenze territoriali. In ogni caso i regolamenti che regolano tale materia sono vincolati da prescrizioni di tipo “locale” in continuo sviluppo. QUESTO SISTEMA RISULTA COMUNQUE ESSERE AD ALTO RENDIMENTO (si notino le temperature di utilizzo).
  • Le sonde geotermiche a circuito chiuso, vengono installate indipendentemente dalla presenza o meno di falde acquifere nel terreno. Il fluido operatore che percorre le tubazioni interrate scambia calore con il terreno, sottolineare e viaggia normalmente a temperature di 0; +3 °C, consiste solitamente in acqua miscelata ad una soluzione anticongelante come il glicole etilenico o propilenico. Possono essere di svariate tipologie costruttive:
    • sonde di superficie a circuito chiuso: creazione di trincee per l'interramento di una certa metratura di tubazioni in PE-HD ad una profondità bassa (1-2 mt), sistema ricaricato naturalmente, però influenzato dall'andamento climatico a rendimento piuttosto basso
    • sonde di profondità, le più usate: sono tubazioni in PE-HD ad “U” o a “doppia U” poste in senso verticale e “piantate” nel terreno a profondità variabile dagli 80 ai 150mt di media che scambiano con il terreno circostante attraverso un riempimento del foro di carotaggio con materiali inerti. Sistema con rendimento attorno ai 40 Watt per metro lineare. Come nel caso precedente il fluido deve essere “glicolato” per evitare il formarsi del ghiaccio.
    • altre tipologie possono essere rappresentate da “serpentine interrate”, oppure annegate nei pali di fondazione degli edifici, tubazioni metalliche lisce interrate verticalmente, ecc..
COME SOPRACCITATO QUESTI SISTEMI ABBISOGNANO, TRANNE ALCUNI CASI, DI UN “REINTEGRO” DEL CALORE ESTRATTO TRAMITE L'IMMISSIONE DURANTE IL PERIODO ESTIVO DI ENERGIA TERMICA CHE PUÒ ESSERE “CATTURATA” IN VARI MODI, TRA CUI IL PIÙ CONVENIENTE, RISULTA ESSERE ATTRAVERSO L'ABBINAMENTO AD UN IMPIANTO SOLARE TERMICO SOVRADIMENSIONATO (MOLTO CONVENIENTE PERCHÈ RIESCE A FORNIRE UNA GROSSA PERCENTUALE DI CALORE ANCHE NEL PERIODO INVERNALE), OPPURE SCARICANDO IL CALORE “TOLTO” ALLE NOSTRE CASE NEL PERIODO ESTIVO.
E poi esiste una tecnologia che noi prediligiamo e su chi abbiamo presentato una domanda di brevetto descritta ampiamente alla pagina “nuovo sistema geotermico”.
CONCLUSIONE : DETTO QUESTO CHI STA' VALUTANDO L'ADOZIONE DI UN IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PDC, STA FACENDO SICURAMENTE LA SCELTA GIUSTA, MA MEGLIO VALUTARE CON ATTENZIONE QUALE SIA NEL CASO SPECIFICO L'IMPIANTO “GIUSTO”, MA PRIMA DI TUTTO DEVE ESSERE VALUTATO IL DOVUTO “RISPETTO” PER IL SUOLO.

CHI SIAMO

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Topidroclima: nata nel 1995 dopo oltre 14 anni di esperienza individuale dei due soci. É un'azienda leader nel panorama idraulico ed impiantistico del Polesine.

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